Curare il disturbo ossessivo compulsivo

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Nell’articolo precedente abbiamo compreso cos’è il Disturbo ossessivo compulsivo – Doc. Se non lo hai ancora letto, ti consiglio di farlo adesso, prima di proseguire la lettura del presente testo.

 

Curare il Disturbo ossessivo compulsivo con i farmaci.

La cura del Disturbo ossessivo compulsivo attualmente prevede l’uso combinato della psicoterapia e della farmacoterapia. L’uso dei farmaci è volto principalmente a ridurre l’intrusione dei pensieri che creano disagio. Vengono utilizzati farmaci appartenenti alla famiglia degli antidepressivi, chiamati inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, conosciuti con l’acronimo SSRI. Esempi di queste molecole sono la sertralina, la fluoxetina, il citalopram. Un’altra categoria di farmaci utilizzata per la cura del disturbo ossessivo compulsivo è quella degli antipsicotici atipici come il risperidone, l’aripiprazolo. Se sei interessato ad approfondire questa tematica, ti suggerisco di leggere la pagina dell’aidoc.

 

Il trattamento psicoterapeutico del doc.

Il Disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo pervasivo, ovvero è difficile da trattare, benché sia possibile, e incide spesso gravemente sulla qualità della vita della persona che ne soffre. A oggi, l’approccio psicoterapeutico d’elezione per la cura del Doc è quello cognitivo comportamentale.

Questo approccio interviene sia sui pensieri intrusivi, sia sulle emozioni di disagio che il disturbo crea, sia sugli aspetti comportamentali, ovvero sulle compulsioni. Il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo prevede anzitutto l’aumento della consapevolezza dei propri pensieri ossessivi e dei comportamenti compulsivi. Nel momento in cui questa consapevolezza è adeguata è possibile da un lato intervenire sulla irrazionalità dei propri pensieri ossessivi e dall’altro sull’evitamento dei comportamenti ritualistici.

 

 Un esempio di disturbo ossessivo compulsivo

Cerchiamo di capire meglio con un esempio, esaminando il caso di una persona che presenta un doc di controllo. Potrebbe essere che prima di uscire di casa senti la necessità di controllare più volte di aver chiuso i rubinetti della cucina e del bagno, le luci delle varie stanze e le porte di casa.

Esegui questo controllo più volte perché benché tu abbia già eseguito questo controllo una prima volta, hai il dubbio di averlo fatto veramente e quindi ripeti il controllo per accertarti di averlo fatto veramente. I pensieri che potresti fare in questa situazione potrebbero essere del tipo “Se lascerò le luci accese pagherò una bolletta molto alta”, oppure “Se lascerò i rubinetti aperti, si potrebbe allagare la casa”, o ancora “Se non avrò chiuso la porta bene, potrebbe accadermi qualcosa di brutto”.

 

I comportamenti rituali nel doc

Se non metti in atto il controllo più volte, probabilmente proverai un’emozione di disagio, che potrebbe durare da alcuni minuti a diverse ore. É proprio per non provare questo disagio che metti in atto i controlli ripetuti, ma è necessario che tu non lo faccia. Infatti è soltanto non controllando di aver spento le luci, o chiuso i rubinetti, che al tuo ritorno a casa potrai verificare che i pensieri ossessivi non avevano un fondo di verità. La stessa cosa accade nel caso in cui ad esempio non controlli di aver chiuso le porte. Perché è solo non attuando questo controllo che potrai verificare che non ti sarà accaduto nulla di brutto.

In altre parole, per ridurre il disturbo ossessivo compulsivo è necessario che non metti in atto i controlli che solitamente fai. In questa maniera la realtà, ovvero l’esperienza che non ti sarà accaduto nulla di brutto, ti aiuterà, nel tempo, a “interrompere” l’associazione tra pensieri ossessivi e emozioni di disagio.

Spero di esserti stato utile.

A presto

Santo La Monica Psicologo Psicoterapeuta a Piove di Sacco e a Padova